Costa Lara Monica

Artista


 

Il progetto che ho sviluppato durante la residenza in Val Camonica ha riguardato lo studio e l’approfondimento di alcune tematiche storiche e folcloristiche del luogo.

Queste sono state rappresentate mediante le tecniche del disegno e della Grafica d’Arte, ottenuta grazie all’incisione di matrici in linoleum e zinco stampate poi su carta.

Essendo tutto il mio lavoro basato sull’espressione viva del segno e sulla ricerca della forma come archetipo, ho cercato di evocare in chi osservava una sensazione o un’emozione, che potesse richiamare l’anima del luogo stesso.

E’ per questo che ho sentito la necessità di approfondire la simbologia storicizzata del borgo con una visita presso le incisioni rupestri.

Essendo la Val Camonica un luogo ricco di boschi, corsi d’acqua e roccia; è riuscita a fornirmi una visione quasi ancestrale sulla percezione del rapporto intimo tra “Uomo” e “Natura”; e questa dimensione ha favorito una sorta di interiorizzazione e successiva espressione del simbolo dalla quale risulta essere permeata.

Credo che la bellezza e l’atmosfera del luogo, una volta avviato un percorso di analisi del simbolo, avvolgano “il ricercatore” fino ad una inevitabilmente connessione con l’origine che ci accomuna e con il Sé.

Una delle opere più significative donate al comune di Bienno durante tale residenza è: “Il Rito”. Questa stampa d’arte, realizzata tramite l’incisione di due matrici sovrapposte in linoleum, rappresenta un racconto tramandato da alcune persone del borgo. I personaggi raffigurati evocano ai lati, le due polarità “maschile” e “femminile”, i cosiddétti “puri” (adolescenti ancora vergini) intenti a versare dell’acqua su delle coppelle scavate sulla roccia per propiziare la fertilità del terreno.

Nel mezzo invece ho voluto rappresentare una “donna albero” gravida, a simboleggiare la fertilità del ventre della “Dea Madre”.

Quest’ultimo concetto, inerente alla fertilità e alla “Dea Madre” è stato il filone portante delle opere realizzate durante questa residenza, per evocare la simbologia atavica “dell’origine” che ci accomuna come esseri umani.

Prezioso inoltre è stato lo scambio, la connessione e la comunione di progetti con gli altri artisti ospitati durante il mio stesso periodo perché oltre ad un arricchimento culturale e artistico ha permesso una crescita a livello personale e umano.

Credo fortemente in queste “connessioni” in quanto l’individuo inteso come “Uno” fa parte del “Tutto” e viceversa. Il “senso” del nostro “Essere”, inteso come microcosmo si nutre e vive perché parte di un’unica macrosostanza.

Quindi, la conoscenza reciproca, permette una riflessione comune che porta allo scavo e ricerca all’interno del Sé e ad una conseguente crescita collettiva oltreché personale.

Poetica a descrizione del metodo di lavoro utilizzato per la produzione artistica:

La composizioni di figure umane, attraverso le quali cerco di creare un’atmosfera di analisi rispetto a vari temi, sia semiotici che simbolici costituiscono il fulcro della mia ricerca artistica. La mia formazione, è intimamente legata a Venezia, “luogo galleggiante” per eccellenza, che probabilmente mi ha ispirato nel trattare tematiche femminili evocative di vita metamorfosi e fertilità.

Infatti, il mio lavoro, oltre ad avere una componente introspettiva, è frutto di una rielaborazione che scaturisce da ciò che “assorbo” quotidianamente dall’ambiente che mi circonda. Colori, immagini, suoni, le relazioni che intrecciamo sono il nutrimento di ciò che siamo e facciamo.

L’individuo è in costante relazione con il Collettivo, è parte di un Tutto. L’espressione e la tecnica, vanno coltivati con l’osservazione e la conoscenza di sé e dell’altro. Per questo, la contaminazione tra artisti è vitale, serve ad approfondire il proprio linguaggio, che una volta elaborato, diventa unico. L’arte è espressione, e l’espressione ci accomuna. L’individuo è ricetrasmittente di idee concetti ed emozioni.

I generi e i modi espressivi che prediligo sono il disegno, contaminato talvolta dall’acquerello; e tutte le tecniche inerenti alla stampa d’arte, quali: incisione calcografica, litografia e xilografia.

Nella stampa d’arte, trovo un ottimo mezzo d’espressione, in quanto è un’antica tradizione che si esprime attraverso l’esoterismo del segno inciso grazie al dualismo assoluto del bianco e del nero.

Per me è fondamentale l’espressività del segno e queste tecniche ne permettono un’intima esaltazione.

Rappresentano un esercizio dell’anima che amo e che spero di poter rendere fruibile al maggior pubblico possibile.